WEB A OSTACOLI PER NON VEDENTI

I non vedenti che hanno voglia di vivere il web devono fare i conti con molte difficoltà. Parla uno dei responsabili dell’Osservatorio Siti Internet dell’Unione italiani ciechi e ipovedenti

ROMA – Tra i 270.000 ciechi italiani ce ne sono tanti che hanno un legittimo desiderio: “smanettare” su internet. Cosa che si rivela niente affatto facile, anche se esistono prodotti software che promettono dare una mano. Al momento gli strumenti indispensabili per un internauta non vedente sono in sostanzialmente due: lo screen reader con sintesi vocale o di display Braille con traduttore, e l’OCR su computer munito di scanner. Il dato dolente riguarda i prezzi, visto che molti degli ausilii per non vedenti costano più del computer stesso. Anche se ci sono proposte open source. “Tra gli screen reader free, Linux distribuisce Orca, Windows invece NVDA ma non è ancora alla pari di quelli a pagamento come il software Jaws”, fanno sapere dall’Unione italiana ciechi.

Ci sono anche i software per Mac. Oltre alla nuova versione accessibile di iTunes, c’è il VisioVoice. Il lettore fornito di serie necessita però dell’upgrade in italiano che va acquistato separatamente. Tra i traduttori si segnala iBraille, freeware di produzione svedese. Ma anche il sistema OCR si rivela una delle soluzioni per decifrare i captcha, così come il plug-in per Firefox, WebVisum. Ma i problemi restano.

Tra i display Braille, l’Alva 544 Satellite Traveller portatile costa 2580 euro mentre per una stampante si parte da un minimo di 700 euro. Un tema molto delicato. Al punto che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti decise nel 2000 di costituire l’Osservatorio siti internet. I suoi tecnici specializzati lavorano per far capire ai webmaster i problemi che trovano i non vedenti e quindi attestare, quando possibile, che il sito è conforme all’accessibilità per i disabili visivi e, soprattutto alla legge 4/2004, tuttora disattesa.

Nunziante Esposito, non vedente che fa parte della Commissione OSI, fornisce, insieme ad altri sette volontari, assistenza informatica presso il numero verde 800682682 dell’UIC, a coloro che ne fanno richiesta.

E’ la persona giusta che risponde alle domande più comuni e più pressanti. Quali sono gli Screen Reader più utilizzati? “Dipende dalla qualità e dalle prestazioni. Per Windows ci sono Jaws, Windows Eyes e Hal della Dolphin”. Cos’è il display Braille? “E’ una specie di touch screen con funzioni input e output elettromeccaniche che riproduce i caratteri presenti sul desktop in rilievo Braille, in base ai comandi che evidenziano righe, caratteri, l’inizio e la fine della pagina e gli oggetti sullo schermo”. Tra lo screen reader munito di sintetizzatore e quello munito di barra braille, qual è il più funzionale? “Io utilizzo il sintetizzatore, ma è una questione di abitudine”.

Attualmente i tecnici OSI stanno provando le funzionalità del sistema Linux. Esistono Screen Readers compatibili al sistema operativo? “Per le applicazioni di ultima distribuzione – spiega Alessandro Rubini, uno dei volontari – l’installazione della barra braille può essere attuata direttamente dai non vedenti, in quanto il sistema riconosce e configura automaticamente. Va anche notato che molti strumenti GNU/Linux sono disponibili da sempre in formato testuale, il che facilita l’uso della barra”.

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